Disturbi generalizzati dello sviluppo e autismo – Attività e Servizi

 

Dal dicembre 2010 la Fondazione Anffas Onlus Teramo per affidamento della locale Asl conduce le operatività previste dal Progetto Obiettivo “Autismo e Disturbi Generalizzati dello Sviluppo” destinate all’affronto educativo terapeutico dei bisogni dei bambini residenti nella provincia di Teramo affetti dai Disturbi dello Spettro Autistico.

Partendo dagli assunti della letteratura scientifica più aggiornata in tema di “Autismo e Disturbi Generalizzati dello Sviluppo”, la Fondazione ha accolto il Progetto Regionale Sperimentale per la riabilitazione ed il trattamento dell’Autismo e del Disturbo Generalizzato dello Sviluppo nell’ambito dell’assistenza prevista nella Casa della Salute”, condividendo la necessità di ampliare l’offerta assistenziale garantita alle persone autistiche ed ai loro familiari attraverso adeguata risposta alle problematiche individuali e sociali presenti sul territorio.

Consapevole del ruolo riconosciuto alle Associazioni di genitori, agli Enti no Profit 

impegnati in ambito socio-sanitario quali erogatori “informati” dei bisogni della popolazione in condizione di richiesta di cura per le persone affette da autismo, ruolo riconosciuto nel bando già citato, la Fondazione ha proposto un articolato programma operativo indirizzato a coprire con modalità innovative il bisogno di intervento precoce ed intensivo rappresentato dalla popolazione infantile che vive l’invadenza del disturbo autistico nei propri livelli di crescita. Su tale evidente consapevolezza di bisogno sostenuta dalle novità scientifiche nonché dai modelli di intervento dimostratisi efficaci nella conduzione dei percorsi terapeutici, la Fondazione ha proposto come cardini di attività 2 piste di lavoro, entrambe caratterizzate dall’intensività dell’approccio, opportunamente rivolte a 2 target di età:

a)      Il programma 1 dedicato ai bambini in prima infanzia fra 18/36 mesi, massimo 60 mesi;

b)      Il programma 2 dedicato ai bambini in età di scuola elementare

PROGRAMMA 1

Verificate le condizioni di trattamento realizzate sul territorio, quasi esclusivamente soddisfatte nell’ambito delle disposizioni legislative in tema di riabilitazione dall’ex art. 26 della legge 833 del 1978, ed, in quanto tali, insufficienti ai bisogni terapeutici di cui le persone sono portatrici, la Fondazione Anffas Onlus di Teramo ha attivato un modello sperimentale di presa in carico educativo-abilitativa intensiva precoce dedicata ai bambini individuati e/o diagnosticati dal CRRA, Centro Regionale di Riferimento per l’Autismo, con età compresa dai 18 ai 36 mesi, fino a 60 mesi in condizione di prima diagnosi.

Il modello di presa in carico globale comprende il coinvolgimento terapeutico dei nuclei familiari che, nella varietà delle forme di approccio e dei tempi personalizzati in apposita programmazione, diventano destinatari e protagonisti di sostegno psicologico, di Parent Training, individuale o di gruppo, per il necessario supporto alle funzioni identitarie e genitoriali.

Per gli stessi obiettivi il servizio gestisce il confronto con la Scuola assumendo di dover accompagnare e sostenere l’ingresso del bambino nelle agenzie educative preposte longitudinalmente: dal nido  alla scuola materna, alla scuola elementare.

Il supporto alla scuola, alla pari con quello alla famiglia, diminuendo il senso di impotenza di fronte al “bambino difficile” favorisce infatti la motivazione educativa degli attori in interazione moltiplicando i risultati di ognuno. 

Il modello di presa in carico del bambino si caratterizza come intensivo poiché prevede interventi quotidiani di 90 minuti per cinque giorni settimanali.

Il trattamento individualizzato e personalizzato sulla base dei dati diagnostici, nonché sulla lettura del “funzionamento” del bambino redatta dall’Equipe del servizio, mira a costruire la capacità di interazione sociale attraverso un progetto di intervento incentrato sulla intersoggettività, sulle abilità sociali, sull’avvio o miglioramento delle capacità di comunicazione sia espressiva che ricettiva.

Pertanto la metodologia adottata nell’intervento “Presa in carico precoce intensiva” si configura per l’approccio integrato di modelli a valenza interattivo sociale e cognitivo comportamentale.

Gli obiettivi terapeutico evolutivi si realizzano attraverso un lavoro specifico funzionale al perseguimento:

  • dell’interazione sociale;
  • della comprensione delle emozioni;
  • dell’assunzione delle regole sociali;
  • dell’organizzazione e pianificazione motoria e prassico costruttiva;
  • dello sviluppo cognitivo relazionale e comunicativo linguistico.

Concorrono alla realizzazione degli obiettivi i seguenti criteri operativi:

  • l’organizzazione dell’ambiente fisico;
  • la strutturazione del compito;
  • la flessibilità del programma;
  • l’indipendenza delle acquisizioni;
  • la generalizzazione degli apprendimenti.

Il Profilo di Sviluppo dei piccoli destinatari costituisce conseguentemente il perno di appoggio per tutte le attività educative utili ad orientare il bambino verso i segnali delle interazioni, per farlo godere delle possibilità di apprendimento che inevitabilmente passano dentro un’esperienza diretta, agita in un contesto ed in una relazione, che da quest’ultima non devono essere bloccate.

L’articolazione del tempo terapeutico in struttura è garantito dalla direzione imposta dagli obiettivi educativi selezionati dall’Equipe a cui concorrono le azioni tecniche operate da Terapisti della Neuropsicomotricità dell’età evolutiva, da Logopedisti ed Educatori Professionali.

Il compito educativo esercitato nei tempi abilitativi impegna tutti i professionisti dell’Equipe, nelle varie funzioni, ad usare tecniche per favorire lo sviluppo integrato delle competenze psicomotorie, psico-linguistiche, cognitive psico-sociali.

 

 

PROGRAMMA 2

Le esigenze terapeutico gestionali presenti nel Programma 1 non si discostano dalla realtà umana vissuta dai numerosi nuclei familiari del territorio teramano ove i bisogni dei minori affetti da Autismo in età più avanzata impegnano pesantemente i campi di vita di tutti i membri.

Quando il minore, infatti, giunge all’età dell’obbligo scolare, spesso con caratteristiche comportamentali fortemente problematiche, la gestione del bambino diventa difficile e scarsamente affrontabile se non in un contesto allargato di competenze, opportunità, risorse.

Il territorio teramano, statisticamente importante per l’incidenza del Disturbo in oggetto, risulta carente di servizi esclusivamente dedicati, specifici per mezzi e tempi, al bambino autistico.

L’offerta riabilitativa attualmente garantibile, connessa con la riabilitazione ambulatoriale riconosciuta dalla Legge n. 833 del 1978 ex art. 26, risulta insufficiente per l’intensità e frequenza necessarie all’acquisizione di competenze abilitative.

La necessità di implementare i servizi alternativo-innovativi, riconoscendo operativamente la validità terapeutica di metodi educativi, intensivi, ormai scientificamente verificati, sostiene e si esplica nell’attività di accoglienza medico-psico-educativa intensiva di bambini con diagnosi di Autismo, o Disturbo dello Spettro Autistico, definita in età della scuola elementare.

L’approccio al bambino include il servizio psico-educativo alla famiglia ed alla scuola.

L’intervento terapeutico si inscrive in un trattamento globale intensivo di 120 minuti per cinque giorni settimanali.

Il tempo terapeutico si articola in compiti educativi ispirati alle metodologie con evidenza scientifica valide all’aggancio del bambino ed alla possibilità di costruire un percorso personalizzato di crescita.

Nella specificità di ogni progetto abilitativo-riabilitativo garantito ai bambini inseriti nel percorso progettuale l’Equipe, guida delle attività, seleziona obiettivi e metodi per la crescita psicoevolutiva dei destinatari.

Per quanto attiene ai metodi l’Equipe, grazie alla pregressa competenza dei suoi professionisti, unita alla formazione prevista dal progetto, si attiene all’utilizzo degli approcci già garantiti dall’evidenza scientifica dei risultati prodotti. La ricchezza delle indicazioni nella varietà delle forme e dei tempi, l’insistenza sugli aspetti cognitivi e neuropsicologici, sulla valenza emotiva della relazione educativa, l’attenzione operativa al fronte comunicativo linguistico espressivo, costituiscono i criteri di scelta per il lavoro programmato per il singolo bambino.